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San Giovanni Rotondo: Lo sport strumento di integrazione

Lo sport a volte diventa presupposto di confronto ed integrazione e l’esperienza vissuta in questi anni dal Free Fight Club di Foggia, risulta essere la prova lampante di quanto affermato, in quanto affermazione del valore fondante delle regole e del rispetto del proprio prossimo, seppur spesso stigmatizzato quale erogatore di sport violento e praticato da persone violente.. Di tale esperienza un doveroso ringraziamento è da attribuire al TEAM CARUSO che, da sempre impegnato anche nel sociale, come dimostrato dallo spirito di abnegazione mostrato nell’organizzare manifestazioni sportive che coinvolgono atleti a livello internazionale. La manifestazione che si è tenuta il giorno 01/07/2017 presso il Moto club GNK Bikers di Foggia ne è la prova fondante, riscuotendo un elevato coinvolgimento della comunità cittadina e dando lustro alla città di Foggia che ha ospitato atleti e coach da tutto il mondo. Di tali eventi spesso non si dà il giusto risalto, in quanto poco pubblicizzati, ma animano lo spirito di una città laboriosa e spesso vituperata oltremodo per il disagio sociale che l’attanaglia. La manifestazione Motofighters non ha visto solo l’impegno degli atleti coinvolti nella competizione agonistica ma, cosa rilevante, ha visto il coinvolgimento di interi gruppi familiari a supporto dell’organizzazione dell’evento. Lo sport sano non violento, appunto, presuppone il rapporto sinergico tra atleti-coach-Istituzioni e famiglie, solo così si può concretamente realizzare la forza propulsiva di risocializzazione che è insita nell’attività motoria. Si precisa che lo sport ha una forza unificante, oltre ad essere attività fondamentale per il benessere psico-fisico, oltre a rappresentare il fondamentale strumento per l’apprendimento del valore della regola e del vivere civile. Altresì, attraverso lo sport, si promuove il principio dell’uguaglianza, sancito dall’art 3 della Costituzione, ponendo le basi per rafforzare un rapporto tra ‘ diversi’ e promuovendo la diversità no come limite ma come possibilità di crescita solidale.  Lo sport ha la capacità di valorizzare varie caratteristiche (non solo fisiche) delle persone che lo praticano e suscita attitudini valoriali e umane implicite in ognuno a livello naturale. «Molte persone, specie i più giovani, vivono oggi una crisi di identità che porta insicurezza, fragilità e vulnerabilità. In questo contesto la risorsa più contesa è la visibilità sociale, un appello al “guardami, guardami” più che mai vivo anche nello sport»,così come ha affermato di recente il sociologo Crepaz.  Il ruolo dell’educatore sportivo diventa così molto più importante e richiede una specifica formazione per fare emergere – educĕre, appunto – la persona oltre che l’atleta. Il TEAM CARUSO, nella pluriennale esperienza, all’interno della propria struttura ha sempre cercato di affermare tali valori, centrale il  ruolo dell’allenatore/educatore, che opera sinergicamente con le famiglie, quindi. L’adulto diventa sempre più spesso, dopo la famiglia e la scuola, la terza figura di accompagnamento nella crescita dei bambini, e si trova ad assolvere molti ruoli nello stesso tempo: istruttore, insegnante, modello, animatore e così all’interno di una palestra si crea un nuovo contesto familiare a supporto del nucleo familiare di origine, così come realizzato all’interno del Free Fight Club di Foggia. Gli obiettivi educativi vanno così oltre la preparazione fisica e l’allenamento: guidare lo sviluppo corretto dell’autostima, la corretta percezione di sé, l’educazione al fair play e non, come molti ritengono, con pregiudizio, alla violenza. Quest’ultima è proprio contrapposta alla festa vissuta in occasione del predetto evento ed è contraria all’arte sportiva che si è animata. La domanda però è d’ obbligo perché taluni sport rivestono un ruolo marginale e sono descritti come sport violenti e diseducativi? La risposta è, senza dubbio da ricondursi alla non conoscenza delle regole che sovraintendono ogni singola disciplina sportiva. Immaginiamo gli sforzi, sia economici che fisici, che ogni atleta è chiamato a sostenere per coltivare una passione che va oltre la diversità, in quanto, il ‘ diverso’ viene percepito come compagno e non come nemico/avversario da abbattere e le premiazioni del 01/07/02017 ne sono state la riprova, tutti gli atleti su un ring non a darsele ma a stringersi la mano e a congratularsi reciprocamente. Una bella notte d’estate in una città tanto calorosa che, talvolta, pone il cuore oltre l’ostacolo per creare esempi positivi per il bene di tutta la comunità. L’impegno è riproporre la stessa manifestazione per il prossimo anno migliorando …perché nella vita, così come nello sport, c’è sempre da migliorare… La nostra città, in questo anno, attraverso lo sport può fregiarsi di aver ottenuto risultati magnifici e aver raggiunto luoghi emarginati basti vedere il Foggia in serie B, la manifestazione Sportiva….mente organizzata dall’avv. Luigi Talienti presso l’Istituto di Pena Cittadino e perché no la manifestazione MOTORFIGHTERS con i suoi risvolti sociali e sportivi che hanno investito margini extraterritoriali e con la premiazione di ben n. 4 atleti foggiani. Tali risultati rappresentano esempio di buone prassi a livello nazionale. Foggia c’è e cresce con spirito solidale e sinergico si raggiungono risultati inaspettati…allora proviamoci…facciamo crescere una comunità e abbattiamo le diversità e le difficoltà….arrivederci al prossimo anno

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